Bambini e adolescenti

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo negli adolescenti

Il disturbo ossessivo compulsivo (D.O.C.) è un Disturbo d’Ansia che, sebbene di solito compaia nella prima età adulta, può avere origine durante l’infanzia.
L’età tipica di esordio si aggira tra i sei e i quindici anni nei maschi e tra i venti e i ventinove anni nelle ragazze.

In genere i sintomi compaiono su base sporadica, sono di bassa intensità e non provocano disagio marcato, tanto da non attrarre l’attenzione del soggetto (D’ Ettore, 1998).

L’esordio in età evolutiva si manifesta prevalentemente con sintomi comportamentali di tipo ritualistico che cambiano molto rapidamente, sebbene sia da segnalare una netta prevalenza dei comportamenti di lavaggio e pulizia (Ravizza, Bogetto, Maina, 1997).
In adolescenza e in età adulta la sintomatologia tende ad essere molto simile. Il soggetto si accorge di provare fastidio o disagio quando s’imbatte in alcune situazioni reali o immaginate (possibilità che accada qualcosa, scene viste, pensieri mai avuti) e tenta in qualche modo di alleviare il disagio senza tuttavia riuscirci. Possiamo distinguere in questa patologia, come per gli adulti, le ossessioni: ovvero idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi ed inappropriati che non riflettono semplicemente un’eccessiva preoccupazione per i problemi della vita reale.
Le compulsioni: ossia comportamenti (come il lavarsi di continuo, mettere meticolosamente in ordine, controllare eccessivamente, etc.) o azioni mentali (come pregare, ripetere frasi, contare, etc.) che si caratterizzano per essere ripetitive ed intezionali. Le suddette hanno la caratteristica di essere messe in atto in seguito all’insorgere di un’ossessione ed hanno lo scopo di prevenire o ridurre l’angoscia generata da quest’ultima.
Per quanto riguarda il decorso clinico negli adolescenti si è notato che nelle ragazze prevarrebbero le ossessioni di contaminazione associate a compulsioni di pulizia e lavaggio mentre nei ragazzi le ossessioni sessuali ed i rituali di ripetizione.
A tutt’oggi non è chiara l’origine del disturbo ma, sembrerebbe che i geni giochino un ruolo fondamentale. Non si conosce con certezza l’influsso dell’ambiente (familiare, sociale) ma sembra che sia limitato, anche se su questo punto c’è ancora una grande controversia (Guidetti, 2005).
Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra un eccessivo senso di responsabilità avvenuto nel contesto familiare e/o sociale e la tendenza a sviluppare un disturbo ossessivo compulsivo (Salkovskis e colleghi 2000).
Il DOC è un disturbo invalidante che riduce notevolmente le capacità di realizzazione personali.
Se affrontato per tempo il disturbo ossessivo compulsivo può migliorare e/o risolversi con una psicoterapia cognitivo comportamentale, attualmente riconosciuta come la psicoterapia più efficace per questo genere di disturbi, evitando così che ossessioni e compulsioni si cronicizzino nel tempo.

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Specializzata in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale nel 2010 presso l’Istituto Studi Cognitivi di Firenze. Laureata in Psicologia Clinica nel 2005 presso l’Università degli Studi di Torino. Iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte (Torino, 4900).