Depressione

Depressione maggiore

La depressione maggiore è uno dei disturbi dell’umore.

Con il termine “Depressione maggiore” viene indicato un disturbo caratterizzato da sintomi depressivi di una certa gravità che durano per un certo periodo di tempo. Le caratteristiche di persistenza dei sintomi depressivi interferiscono sul modo di pensare della persona, sul suo comportamento, sull’umore e sul suo benessere fisico, fino a sentirsi senza via di uscite e a vedere “tutto nero”, come cerca di rappresentare l’immagine accanto (Via: Minimalissimo: la rappresentazione del disagio mentale).

E’ opportuno sottolineare che questo tipo di depressione è scarsamente influenzato dagli eventi esterni sia positivi che negativi. E’ un disturbo dell’umore è caratterizzato da:

  • Umore depresso o tristezza per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri
  • Ridotta capacità di provare interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività che in passato davano gioia e soddisfazione
  • Affaticabilità, mancanza di energia e sensazioni di non farcela anche nelle semplici attività quotidiane
  • Sentimenti di autosvalutazione, autocritica, sensazione di essere un fallito oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa
  • Sensazioni di aver perso la speranza per il futuro e improvvisi scoppi di pianto
  • Aumento della durata del sonno oppure risvegli notturni con incapacità di riaddormentarsi
  • Sensazione di sentirsi agitati o rallentati a livello psicomotorio
  • Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito
  • Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, irritabilità
  • Pensieri negativi e idee di morte
  • Ridotto desiderio sessuale

La diagnosi di Depressione Maggiore non necessita la presenza di tutti questi sintomi, la sintomatologia è più intensa al mattino e migliora nel coro della giornata (con delle eccezioni); la depressione può presentarsi con diversi livelli di gravità a seconda dei sintomi presentati e della loro intensità.
I sintomi principali sono dunque, la tristezza, il senso di abbattimento e l’incapacità di provare emozioni piacevoli. A questo in genere si associano la perdita dell’interesse per le attività abituali e l’incapacità a prendere qualsiasi iniziativa o decisione.

Il paziente depresso non prende più decisioni, tutto gli sembra problematico o non risolvibile e progressivamente sviluppa un senso di incapacità e di inadeguatezza personale. In genere si sente in colpa perché non riesce più a svolgere i propri compiti e si considera l’unico responsabile di eventuali problemi familiari.
A un’osservazione esterna il depresso grave appare affaticato, mostra un rallentamento di tutti i movimenti, il viso è triste o indifferente e difficilmente cambia espressione.
Spesso accusa difficoltà di concentrazione e di memoria, disturbi del sonno, riduzione dell’appetito, disturbi gastrointestinali, perdita del desiderio o del piacere sessuale. L’appetito è generalmente ridotto, il paziente mangia poco o non mangia affatto e dimagrisce talvolta in maniera evidente. Le alterazioni del sonno possono essere varie: insonnia terminale, insonnia iniziale, inversione del ritmo sonno-veglia.
Fra tutte le patologie la depressione maggiore è la più frequente causa di invalidità in molti Paesi sviluppati.

Le donne sono colpite da Depressione Maggiore in numero doppio rispetto agli uomini. La depressione maggiore può colpire ad ogni età anche nella fanciullezza, nella gioventù e nell’età adulta. Tutti i gruppi etnici, razziali o sociali possono essere affetti dalla depressione. Almeno tre quarti di coloro che sono stati colpiti da un primo episodio di depressione ne saranno colpiti da un altro durante il resto della vita. Alcune persone sono colpite da più episodi durante l’anno. Se non debitamente curati gli episodi di depressione possono durare dai sei mesi a un anno. Se non curata la depressione può portare al suicidio.
Analogamente, una fase depressiva transitoria (depressione reattiva) è giustificata e fisiologica in presenza di un lutto o di un evento particolarmente traumatico, ma si risolve spontaneamente entro un paio di mesi.

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Specializzata in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale nel 2010 presso l’Istituto Studi Cognitivi di Firenze. Laureata in Psicologia Clinica nel 2005 presso l’Università degli Studi di Torino. Iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte (Torino, 4900).