Ansia, paure e stress

Ansia e attacchi di panico

L’ansia e la paura sono emozioni che hanno la funzione di segnalare situazioni pericolose o spiacevoli e sono necessarie a ciascuno di noi perché ci consentono di affrontare situazioni temute ricorrendo alle risorse mentali e fisiche più adeguate.

Si ha un attacco di panico quando l’ansia o la paura provate sono così intense da produrre alcuni dei seguenti sintomi somatici e cognitivi:

  • palpitazioni o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori fini o a grandi scosse
  • dispnea o sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • vertigini o sensazione di testa vuota
  • parestesie e brividi o vampate di calore
  • sensazioni di perdere il contatto con la realtà (derealizzazione) con la sensazione di vivere in una realtà nuova o sensazioni di essere una persona diversa, di non riconoscersi più (depersonalizzazione)
  • paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • paura di morire.

Esistono degli attacchi, i cosiddetti attacchi paucisintomatici, in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco.
L’elemento fondamentale dell’attacco di panico è dunque un periodo di intensa paura o ansia accompagnato da svariati sintomi somatici o cognitivi.
La sintomatologia acuta dura da 15 a 30 minuti. Esistono diverse forme dell’attacco di panico e nel corso della vita, in periodi di stress emotivo, può accadere di avere qualche sporadico attacco di panico, ma ciò non significa che si soffre di un disturbo da panico.
Il soggetto affetto da disturbo da panico ha attacchi di panico inaspettati e ripetuti.

Il disturbo da panico può avere ripercussioni sulla vita lavorativa, familiare e sociale della persona che ne soffre diminuendone l’autonomia, il senso di efficacia personale e dell’autostima, la frustrazione che ne consegue può condurre ad una depressione secondaria. Alcune persone possono ricorrere all’abuso di sostanze stupefacenti (soprattutto alcool) per gestire il disturbo stesso o la depressione che ad esso può seguire.
L’età in cui tal disturbo si manifesta per la prima volta varia notevolmente da soggetto a soggetto, ma tipicamente si colloca tra la tarda adolescenza e i 35 anni.

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Specializzata in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale nel 2010 presso l’Istituto Studi Cognitivi di Firenze. Laureata in Psicologia Clinica nel 2005 presso l’Università degli Studi di Torino. Iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte (Torino, 4900).